Benché Berna sia una grande città, le numerose corsie e piste
ciclabili rendono agevole spostarsi in bici sulle sue strade: la
presenza di strutture apposite per i ciclisti sarà d'altra parte una
costante di tutto il viaggio, e anche in comuni di piccole
dimensioni è frequente trovare dalla semplice corsia gialla alla
pista dotata di segnaletica semafori eccetera.
Dato che accade sempre piú spesso di trovare lungo le strade i
cartelli dei percorsi nazionali, può capitare di sbagliare strada
proprio perché si è invogliati a seguire una di queste indicazioni, che a volte
portano su vie sterrate: ad esempio, fra Berna a Thun corre il
percorso 8 dell'Aar e piú avanti il percorso 9 dei laghi. Se ci si
sposta con una bici da corsa è dunque preferibile evitare di seguire
la segnaletica specifica e attenersi al percorso che si è studiato
in anticipo, come ho fatto io in questo caso.
Nei primi 30 km seguo l'Aar restando però spesso sulla strada
principale, anche se a volte sfrutto le piste ciclabili (ce ne sono
alcune splendide lungo la ferrovia) e in un caso finisco per errore
su un sentiero sterrato sull'argine del fiume. Arrivo comunque a
Thun senza danni, e qui mi fermo per il pranzo e per ammirare il
centro storico ai piedi del castello; i due ponti coperti valgono
una breve visita e qualche foto. Riparto lungo la costa meridionale
del lago di Thun, verso Spiez e Interlaken; qui ci si potrebbe
fermare per un'altra visita: è una zona di turismo estivo
soprattutto grazie ai laghi e alla magnifica campagna, e in effetti
c'è un certo movimento .
Proseguo, stavolta scegliendo la costa
settentrionale del lago successivo e arrivo a Brienz, altra località
turistica famosa in particolare per il Ballemberg, museo all'aperto
dove sono state riprodotti abitazioni, attività e stili di vita
svizzeri del passato. Sul lato opposto del lago, proprio di fronte a
Brienz, si trova la cascata di Giessbach, altra attrazione del
luogo.
Nel frattempo mi sto avvicinando alla meta; lasciati Brienz e il
lago mi inoltro nella campagna bernese verso Meiringen, famosa in
letteratura perché Conan Doyle vi ambientò la morte (la prima morte)
di Sherlock Holmes e in gastronomia perché città natale delle
meringhe. Dato che non andrò fino alla cascata di Reichenbach, dove
il detective inglese e il suo mortale nemico precipitarono, mi
accontento di fotografare un'altra delle cascate che scendono dalla
parete rocciosa posta di fronte a Meiringen; piú tardi, sistematomi
all'hotel, recupero le forze assaggiando due esemplari della
specialità del luogo abbondantemente coperte di panna.
Dopo una giornata tranquilla di strade pianeggianti mi aspetta la
salita al passo del Brünig, che sulla carta rappresenta una
difficoltà relativa (si sale di circa 400 metri in cinque chilometri):
tutto dipende dalla quantità di meringhe che vi fanno da zavorra. La
strada da Meiringen è molto tranquilla, probabilmente perché la
maggior parte del traffico passa dalla strada principale, ossia da
Brienz e Brienzwiler, ed è immersa per gran parte fra gli alberi; i
paesaggi sono splendidi, come spesso mi è accaduto di notare nel
corso di questo viaggio.
In cima al passo si incontrano numerosi turisti, grazie soprattutto
alla stazione ferroviaria
posta su una linea particolarmente interessante proprio per le
località turistiche che raggiunge.