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Lungo il Reno 1: dalle sorgenti a Basilea

Resoconto del viaggio

Giorno 2 (19 agosto)

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Dopo l'immancabile abbondante colazione parto dall'hotel alle nove e mi fermo quasi subito: a 14 km da Coira devio dalla strada principale verso il castello di Marschlins, piccolo ma splendido edificio perfettamente conservato in piena campagna. L'edificio principale è stato modificato (i muri esterni sono intonacati), ma le torri - ciascuna con caratteristiche proprie - conservano ancora l'aspetto originale, comprese le serrande in legno tra i merli.
Raggiunta e superata la cittadina di Bad Ragaz, celebre per i suoi bagni termali (da cui prende il nome) e che in altre occasioni poteva essere un ottimo luogo in cui sostare, e trovato a fatica il percorso ciclabile che da qui costeggerà il fiume ma il cui imbocco è mal segnalato, la tappa odierna si svolge in prevalenza lungo l'argine del Reno, che ha raggiunto già dimensioni ragguardevoli. La pista è sterrata ma con un fondo ben battuto e vi si circola con agio. Poco dopo Bad Ragaz il fiume diventa anche il confine naturale fra la Svizzera e gli stati vicini: prima il Liechtenstein, poi la Germania. Lungo l'argine incrocio un certo numero di bunker in disuso, seminascosti fra gli alberi, costruiti durante la seconda guerra mondiale a difesa della frontiera svizzera orientale (siamo a pochi chilometri dall'Austria, allora occupata dai nazisti).
All'altezza di Vaduz faccio una deviazione e sconfino per visitare la città: notevole il nuovo museo d'arte moderna e contemporanea, anche visto dall'esterno, e interessante il castello arroccato proprio sopra il centro cittadino. Tornato sul tracciato dell'argine dal lato svizzero, trascorro la monotonia dei lunghi chilometri (alcune decine prima di tornare su strada) ammirando la campagna, i cigni che nuotano nel fiume e alcune cicogne, frequenti in questa regione ma difficili da avvicinare, neanche alla distanza utile per una fotografia. Man mano che mi avvicino al Bodensee aumentano i ciclisti e i podisti che percorrono l'argine, davvero un luogo ideale per fare sport o anche solo per una passeggiata
La pista dell'argine si conclude dopo circa 60 km a Sankt Margrethen: si torna nel traffico, anche se è scarso. Conosco la strada avendola percorsa un paio di anni fa quando ho "circumpedalato" il Bodensee, e mi fermo a guardare meglio la Markthalle Altenrhein di Hundertwasser, un centro commerciale dall'architettura fantasiosa, tanto che si direbbe piuttosto un parco giochi per bambini. Fossero tutti cosí i negozi, lo shopping sarebbe molto piú divertente!
Nulla da segnalare da qui all'arrivo, salvo la decisione di non fermarmi a Rorschach ma proseguire fino a Costanza: come ho detto, conosco la strada e so che non ci sono particolari difficoltà oltre alla lunghezza; inoltre, il tempo è grigio (lo è stato per buona parte del giorno, soprattutto il mattino) e cerco di spingere per arrivare in fretta, prima dell'acquazzone che si sta annunciando. Devo però fermarmi alcune volte perché le forze cominciano a esaurirsi. Arrivo a Kreuzlingen pochi minuti prima che si scateni un temporale, quindi decido di fermarmi nell'hotel in cui ero già stato: non è un gran che, ma devo rassegnarmi agli eventi. Un giro serale a Costanza è escluso, ne approfitto per riposare bene in vista delle prossime tappe. Mi manca però l'ottimo ristorante (Barbarossa) in cui avevo cenato due anni or sono.
Oggi ho percorso la tappa piú lunga della mia breve storia ciclistica con il bagaglio al seguito: circa 140 km in un solo giorno (forse qualcuno in piú), anche se devo ammettere che si è trattato di un percorso pianeggiante senza nessuna difficoltà; la tappa piú lunga in assoluto è stata il giro del lago di Locarno, circa 170 km con lo zaino in spalla. Per il prossimo anno mi riprometto di allenarmi a percorrere tratte piú lunghe. Le due prossime tappe saranno per fortuna meno impegnative quanto a distanza da percorrere (circa 90 km ciascuna), ma incontrerò qualche pendenza soprattutto dopo Sciaffusa. Staremo a vedere.

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