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Dopo l'immancabile abbondante colazione parto dall'hotel alle
nove e mi fermo quasi subito: a 14 km da Coira devio dalla
strada principale verso il castello di Marschlins, piccolo ma
splendido edificio perfettamente conservato in piena campagna.
L'edificio principale è stato modificato (i muri esterni sono
intonacati), ma le torri - ciascuna con caratteristiche proprie
- conservano ancora l'aspetto originale, comprese le serrande in
legno tra i merli.
Raggiunta e superata la cittadina di Bad Ragaz, celebre per i suoi bagni termali
(da cui prende il nome) e che in altre occasioni poteva
essere un ottimo luogo in cui sostare, e trovato a fatica il percorso ciclabile
che da qui costeggerà il fiume ma il cui imbocco è mal segnalato,
la tappa
odierna si svolge in prevalenza lungo l'argine del Reno, che ha
raggiunto già dimensioni ragguardevoli. La pista è sterrata
ma con un fondo ben battuto e vi si circola con agio. Poco dopo
Bad Ragaz il
fiume diventa anche il confine naturale fra la Svizzera e gli
stati vicini: prima il Liechtenstein, poi la Germania.
Lungo l'argine incrocio un certo numero di bunker in disuso, seminascosti fra
gli alberi, costruiti durante la seconda guerra mondiale a
difesa della frontiera svizzera orientale (siamo a pochi
chilometri dall'Austria, allora occupata dai nazisti).
All'altezza di Vaduz faccio una deviazione e sconfino per
visitare la città: notevole il nuovo museo d'arte moderna e
contemporanea, anche visto dall'esterno, e interessante il
castello arroccato proprio sopra il centro cittadino. Tornato
sul tracciato dell'argine dal lato svizzero, trascorro la
monotonia dei lunghi chilometri (alcune decine prima di tornare
su strada) ammirando la campagna, i cigni che nuotano nel fiume
e alcune cicogne, frequenti in questa regione ma difficili da
avvicinare, neanche alla distanza utile per una fotografia. Man
mano che mi avvicino al Bodensee aumentano i ciclisti e i
podisti che percorrono l'argine, davvero un luogo ideale per
fare sport o anche solo per una passeggiata
La pista dell'argine si conclude dopo circa 60 km a Sankt
Margrethen: si torna nel traffico, anche se è scarso. Conosco la
strada avendola percorsa un paio di anni fa quando ho
"circumpedalato" il Bodensee, e mi fermo a guardare meglio la Markthalle
Altenrhein di Hundertwasser, un centro commerciale
dall'architettura fantasiosa, tanto che si direbbe piuttosto un
parco giochi per bambini. Fossero tutti cosí i negozi, lo
shopping sarebbe molto piú divertente!
Nulla da segnalare da qui all'arrivo, salvo la decisione di non
fermarmi a Rorschach ma proseguire fino a Costanza: come ho
detto, conosco la strada e so che non ci sono particolari
difficoltà oltre alla lunghezza; inoltre, il tempo è grigio (lo
è stato per buona parte del giorno, soprattutto il mattino) e
cerco di spingere per arrivare in fretta, prima dell'acquazzone
che si sta annunciando. Devo però fermarmi
alcune volte perché le forze cominciano a esaurirsi. Arrivo a
Kreuzlingen pochi minuti prima che si scateni un temporale,
quindi decido di fermarmi nell'hotel in cui ero già stato: non è
un gran che, ma devo rassegnarmi agli eventi. Un giro serale a
Costanza è escluso, ne approfitto per riposare bene in vista
delle prossime tappe. Mi manca però l'ottimo ristorante
(Barbarossa) in cui avevo cenato due anni or sono.
Oggi ho percorso la tappa piú lunga della mia breve storia
ciclistica con il bagaglio al seguito: circa 140 km in un solo giorno (forse qualcuno in
piú), anche se devo ammettere che
si è trattato di un percorso pianeggiante senza nessuna
difficoltà; la tappa piú lunga in assoluto è stata il giro del
lago di Locarno, circa 170 km con lo zaino in spalla. Per il
prossimo anno mi riprometto di allenarmi a percorrere tratte piú
lunghe. Le due prossime tappe saranno per fortuna meno
impegnative quanto a distanza da percorrere (circa 90 km
ciascuna), ma incontrerò qualche pendenza soprattutto dopo
Sciaffusa. Staremo a vedere.