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Notte insonne a causa dei rumori del traffico; suggerisco di scegliere un hotel
nel centro di Costanza: costa qualcosa (poco) di piú, ma la zona pedonale dovrebbe
garantire una maggiore tranquillità. Parto alle nove, in direzione del lungolago,
attraverso il ponte e mi avvio verso Mainau lungo strade percorse da
poche automobili. Il tratto fra i due bacini settentrionali del lago
diventa ben presto collinare, con 20 km di continue salite fino a Liggeringen e improvvisamente
una discesa di 1 km su Ludwigshafen; la scarsità
di veicoli è compensata dal numero crescente di turisti in bicicletta, che in certi
punti rende davvero poco praticabili le ciclopiste. Alle undici sono a Ludwigshafen, estremo settentrionale del lago, da dove la strada svolta verso sud.
Passata
Überlingen (che merita
una visita) mi fermo a Meersburg
a mangiare qualcosa: sarà la nottata insonne, sarà il caldo, sarà la tappa di ieri
nelle gambe, ma i chilometri sembrano non finire mai. Meersburg ha un lungolago
incantevole e a completare il quadro ci si mettono la giornata splendida e un dirigibile
che mi svolazza sulla testa: il museo Zeppelin è a Friedrichshafen, poco distante
da qui. Sul lungolago solo prezzi turistici, ma avevo previsto di usare le mie
scorte; proseguo fino a un simpatico villaggio dove mi fermo a un simpatico chiosco
per prendere dell'acqua; una simpatica - e carina - commessa mi vende per un prezzo
ridicolo una enorme bottiglia d'acqua deliziosamente gelida e quando le mie borracce
sono di nuovo piene e io mi sono dissetato a dovere rientro nel chiosco per gettare
la bottiglia ormai vuota; qui la commessa simpatica e carina mi restituisce una parte dei
soldi perché - mi informa - in Germania per le bottiglie in plastica vige l'usanza del vuoto a rendere.
Altra tappa ancora a zig zag nel traffico dei ciclisti: sí, perché oggi è domenica
e l'universo mondo si è riversato su due ruote sulle piste del Bodensee; ce n'è
ovunque, il loro numero è legione. Friedrichshafen
sembra bellina, ma non riesco
ad apprezzarla perché ho troppa fretta di arrivare a destinazione, che un cartello
mi segnala a 14 km, un altro poco dopo a 19 km, e io sento il caldo sempre piú caldo
e i chilometri sempre piú chilometrici. un
ultimo sforzo per attraversare
uno dei due ponti che collegano l'isola di Lindau
alla terraferma, ma - al peggio
non c'è mai fine - trovo l'ennesima sorpresa: l'hotel apre solo alle cinque, e sono le tre e mezza. Mi viene
alla mente quello che disse
un certo generale francese ... Mi rassegno a una passeggiata in centro
con sosta al bar dove, memore dell'episodio della Schorle, opto per un
prosecco auf Eis; mi servono effettivamente un prosecco in un bicchierone
ricolmo di ghiaccio e mi ritrovo daccapo con questa bevanda molto dissetante - e
oggi fa caldo! - ma estremamente pericolosa nelle condizioni in cui mi trovo ora.
E ancora una volta niente da sgranocchiare. A fine serata annoto ancora alcune cose: