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Percorso
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Giro del lago di Costanza, 29 luglio-1° agosto 2006

Resoconto del viaggio

Giorno 2

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Notte insonne a causa dei rumori del traffico; suggerisco di scegliere un hotel nel centro di Costanza: costa qualcosa (poco) di piú, ma la zona pedonale dovrebbe garantire una maggiore tranquillità. Parto alle nove, in direzione del lungolago, attraverso il ponte e mi avvio verso Mainau lungo strade percorse da poche automobili. Il tratto fra i due bacini settentrionali del lago diventa ben presto collinare, con 20 km di continue salite fino a Liggeringen e improvvisamente una discesa di 1 km su Ludwigshafen; la scarsità di veicoli è compensata dal numero crescente di turisti in bicicletta, che in certi punti rende davvero poco praticabili le ciclopiste. Alle undici sono a Ludwigshafen, estremo settentrionale del lago, da dove la strada svolta verso sud.
Passata Überlingen (che merita una visita) mi fermo a Meersburg a mangiare qualcosa: sarà la nottata insonne, sarà il caldo, sarà la tappa di ieri nelle gambe, ma i chilometri sembrano non finire mai. Meersburg ha un lungolago incantevole e a completare il quadro ci si mettono la giornata splendida e un dirigibile che mi svolazza sulla testa: il museo Zeppelin è a Friedrichshafen, poco distante da qui. Sul lungolago solo prezzi turistici, ma avevo previsto di usare le mie scorte; proseguo fino a un simpatico villaggio dove mi fermo a un simpatico chiosco per prendere dell'acqua; una simpatica - e carina - commessa mi vende per un prezzo ridicolo una enorme bottiglia d'acqua deliziosamente gelida e quando le mie borracce sono di nuovo piene e io mi sono dissetato a dovere rientro nel chiosco per gettare la bottiglia ormai vuota; qui la commessa simpatica e carina mi restituisce una parte dei soldi perché - mi informa - in Germania per le bottiglie in plastica vige l'usanza del vuoto a rendere.
Altra tappa ancora a zig zag nel traffico dei ciclisti: sí, perché oggi è domenica e l'universo mondo si è riversato su due ruote sulle piste del Bodensee; ce n'è ovunque, il loro numero è legione. Friedrichshafen sembra bellina, ma non riesco ad apprezzarla perché ho troppa fretta di arrivare a destinazione, che un cartello mi segnala a 14 km, un altro poco dopo a 19 km, e io sento il caldo sempre piú caldo e i chilometri sempre piú chilometrici. un ultimo sforzo per attraversare uno dei due ponti che collegano l'isola di Lindau alla terraferma, ma - al peggio non c'è mai fine - trovo l'ennesima sorpresa: l'hotel apre solo alle cinque, e sono le tre e mezza. Mi viene alla mente quello che disse un certo generale francese ... Mi rassegno a una passeggiata in centro con sosta al bar dove, memore dell'episodio della Schorle, opto per un prosecco auf Eis; mi servono effettivamente un prosecco in un bicchierone ricolmo di ghiaccio e mi ritrovo daccapo con questa bevanda molto dissetante - e oggi fa caldo! - ma estremamente pericolosa nelle condizioni in cui mi trovo ora. E ancora una volta niente da sgranocchiare. A fine serata annoto ancora alcune cose:

Da vedere

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