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Come sempre accade quando il programma è intenso, arriva puntuale l'imprevisto che lo manda
a pallino: in questo caso è la pioggia a ritardare la partenza da
Kreuzlingen fino a dopo le 12:00, ossia con due ore di
ritardo sul previsto. Almeno c'è il tempo per
sistemarsi in hotel.
Perdo qualche minuto
a vagolare per le vie pedonali di Costanza
- che non tarda ad affascinarmi - prima
di avviarmi lungo la sponda svizzera
del lago verso Stein am Rhein. Sin dai primi
chilometri mi rendo conto che gli indigeni sono tanto fieri dei loro villaggi da
guidare i cicloturisti a visitarli in lungo e in largo tramite un complesso
ed estremamente tortuoso sistema di indicazioni che trasforma il potenziale rettilineo
della pista ciclabile in un chilometrico serpente con il mal di pancia. E fra Kreuzlingen
e Steckborn vi sono lunghe tratte sterrate che rallentano ulteriormente l'andatura;
si incontra anche qualche salita qua e là.
L'arrivo a Stein am Rhein
ripaga però
di tutte le sofferenze: attraversato il ponte sul rinato Reno, il centro storico
si apre all'improvviso mostrando una piazzetta in pavé (ne troverò ovunque nei giorni
successivi) circondata da edifici di 3-4 piani dall'aspetto antico e con le facciate
interamente affrescate. Si direbbe a prima vista la scenografia di un film, una
ricostruzione a uso e consumo esclusivo dei turisti; tuttavia, a guardare bene, ci si accorge
che ha ben poco di artificioso, è verosimile, che anche quella piazza fa parte del
contesto della cittadina; insomma, ci si trova in un borgo che ha mantenuto la sua
impronta medievale e la propone oggi con estrema naturalezza.
Mi fermo per pranzare nonostante siano le due del pomeriggio, giusto il tempo per
lasciare che la pioggia appena iniziata si esaurisca, e dopo un'ora sono di nuovo
in sella, non senza aver preso con me due campioni piuttosto della tipica
e sostanziosa
pasticceria locale
che mi serviranno da razioni di emergenza.
Passata la frontiera il paesaggio cambia
poco: stesso stile nelle abitazioni, stesse campagne curate,
terreni coltivati a mele e pere (che in buona parte serviranno
per produrre dell'ottima grappa); in breve recupero il
terreno perso sulla nuvola di cui sopra e mi becco in pieno l'acquazzone che prima
mi aveva risparmiato. Decido di restare sulla strada principale per evitare le eventuali
ciclabili sterrate (basta l'acqua a rallentarmi). A Radolfszell la pioggia è
cessata, in breve sono asciutto; manca una ventina di chilometri all'arrivo e comincia
la discesa della costa orientale dello Zeller See, che completo in un'oretta sulla
ciclabile che affianca la strada. Sono le cinque del pomeriggio. Ho scelto ri rinviare la visita a
Reichenau all'ultimo giorno, dopo
il giro in bici, per prendermela comoda e poter visitare le chiese con agio.
Dell'hotel a Kreuzlingen, il Bahnhof Post, non dico niente: meglio dimenticarlo. Prima visita seria di Costanza: città turistica, con un'ampia zona pedonale nel centro e verso il lago, molti negozi, bar e ristoranti e un'area residenziale decisamente piú tranquilla nella zona settentrionale e di là del ponte. Oggi mi limito a percorrere le vie della città senza fermarmi, come è mia abitudine fare nel primo approccio con un posto nuovo: per le visite piú approfondite ci sarà tempo. Mi fermo a un bar a bere qualcosa, chiedo un bicchiere di vino bianco: mi portano una caraffa (eine Schorle), ossia due decilitri abbondanti di un ottimo bianco, gelato e secco quanto serve, allungati con acqua. È una bevanda rinfrescante che invoglia a bere, ma attenzione: gli stuzzichini immancabili sui tavoli dei bar italiani qui non si sa cosa siano e le conseguenze della bevuta a stomaco vuoto le sento subito nelle gambe già appesantite dai chilmetri di oggi, tuttavia riesco da stoico a resistere e a finire la mia Schorle in tempo per trascinarmi al ristorante che mi era stato consigliato, il Barbarossa. La cena a base di pesce è ottima, come ottima è la composizione di dessert; in questa parte della Germania i prezzi sono generalmente piú bassi che in Svizzera e questo ristorante non fa eccezione. L'animazione nelle strade è ancora viva, ma l'impegno di domani consiglia di andare a dormire.