5 novembre 2008
Buon viaggio!

29 ottobre 2008
Di ruote e di rape - Il presidente statunitense Bush
junior si prepara a lasciare la Casa bianca verosimilmente
rimpianto da pochi, ma il suo ultimo gesto avrà il sapore di una
buona novità: dal prossimo anno ogni chi userà la bicicletta per
andare al lavoro troverà nella busta paga un piccolo regalo di 20 dollari al
mese. D'accordo, è un gesto simbolico, poco piú di niente, e fa
parte di un pacchetto di provvedimenti il cui impatto
complessivo sarà duro da sopportare (licenziamenti e tagli ai
servizi); tuttavia è un segnale positivo che potrebbe fare
scuola e che, se non altro, conferma l'esistenza di un
problema articolato (crisi petrolifera ed economica, sistema dei
trasporti al collasso, salute sempre piú a rischio a causa di
abitudini alimentari sregolate) e indica una possibile
soluzione, semplice e alla portata di tutti.
Inoltre - ed è un dettaglio di non poca rilevanza - restituisce
ai ciclisti la dignità che troppo spesso le istituzioni negano
loro, complice l'arroganza di quegli automobilisti
convinti di essere assoluti proprietari del suolo pubblico.
PS: i 20 dollari che i ciclisti made in USA riceveranno sono al
netto delle tasse; io sono sicuro che, se mai una simile
proposta dovesse passare anche dalle nostre parti, il nostro
Stato tasserebbe anche quei soldi. Una rapa è una rapa.
Qui il testo della notizia (da Repubblica del 28 ottobre
2008)
28 ottobre 2008
La crociata contro i radar -
Lo Stato brigante rapina i poveri automobilisti armato di
radar. Fortuna vuole che novelli Robin Hood siano pronti a
difendere i derelitti dal potere dell'oppressore.
Qui il testo della notizia
11 settembre 2008
Ciclisti, brutta gente - Alcuni consiglieri comunali
luganesi si lamentano a causa del traffico cittadino, e fin qui
niente di strano: le strade di Lugano sono un disastro per buona
parte del giorno. Lo stupore arriva quando si legge che tra i
responsabili del caos viario ci sarebbero i ciclisti che "le
biciclette sono le padrone della strada". I tre consiglieri (appartenenti
all'UDC) forse non sono mai saliti sulla sella di una
bicicletta, e se lo hanno fatto si sono certo tenuti alla larga
dalle strade di Lugano, altrimenti si sarebbero resi conto che è
impossibile confondere l'utente piú debole della strada con il
suo padrone, salvo avere una forma mentis distorta da una
cattiva educazione.
Nella realtà i ciclisti luganesi tentano con ogni mezzo di sopravvivere (alla
lettera) nel traffico cittadino, caotico e estraneo a ogni
legge. Non esistono corsie ciclabili e tantomeno piste per i
ciclisti; le poche regole della circolazione che dovrebbero
proteggerli sono bellamente ignorate da automobilisti (e
poliziotti) che appunto sono ignoranti delle stesse. Inoltre, ogni manovra che si
potrebbe definire azzardata comporta un immediato pericolo per
l'incolumità del ciclista. Mi pare dunque dubbio - anzi stupido
- attribuire ai ciclisti anche solo una minima parte di
responsabilità del caos che vige sulle strade luganesi.
Va poi considerato che la critica arriva da una precisa area
politica - per essere chiari, la stessa che da sempre contesta
la presenza di radar sulle strade - che non ha mai mosso un dito
in favore di un traffico sostenibile e di mezzi di trasporto
alternativi all'automobile. Queste persone si rendono conto del
problema solo quando ci si trovano in mezzo, e anche in quel
caso ne addossano la responsabilità all'agnello di turno.
Suggerisco un briciolo di discernimento in piú: quel tanto che
permetterebbe loro di distinguere fra il potenziale distruttivo
di un autotreno e quello di una bicicletta (ma anche fra
un'automobile di grossa cilindrata e un motorino).
Qui il testo della notizia (da Ticinonline dell'11.09.2008)
04 agosto 2008
La crociata di un ciclista - Questa volta nei panni di
Davide e Golia ci sono le Ferrovie federali (il gigante) e il
ciclista bellinzonese
Nicola Colombo (la formica - senza offesa!), che da anni
si impegna per convincere le FFS a concedere la gratuità del
trasporto delle biciclette sui treni nel nome di una mobilità
pulita, sana e rispettosa dell'ambiente e delle persone.
L'ultimo scontro è però purtroppo stato favorevole al gigante,
che si è visto riconoscere dal tribunale federale i danni (?)
causati dalla formica e dalla sua due ruote.
Qualcuno non capirà perché si spendano migliaia di franchi per
risparmiarne alcune decine. Qui però i termini della questione
sono chiari: da un lato c'è un'azienda a tutti gli effetti
pubblica che si preoccupa di preservare i (pochi) guadagni
piuttosto che contribuire alla salvaguardia della qualità della
vita del pubblico, ossia del suo proprietario; dall'altra parte
ci sono alcuni cittadini isolati ai quali questa filosofia
non sta bene e che si comportano con coerenza. Tra i due, io sto
dalla parte delle formiche.
05 giugno 2008
Al lavoro in bici - Inizia in questi giorni il concorso annuale Bike to work
2008, organizzato da Pro Velo Suisse. Nel mese di giugno
43'000 concorrenti di tutta la Svizzera, distribuiti in 11'000
squadre di 870 aziende, si sono impegnati a recarsi al lavoro
usando esclusivamente la bicicletta. In tal modo si intende
sensibilizzare le persone sui danni causati all'ambiente dalle
emissioni nocive dei veicoli privati, e incentivare le aziende a
promuovere fra i propri dipendenti sistemi alternativi di
spostamento da casa al luogo di lavoro.
Il Ticino partecipa con
sei aziende: la Pharmaton di Bioggio, la Forbo di Giubiasco e la
Società elettrica sopracenerina di Locarno, e con le
amministrazioni comunali di Chiasso, Giubiasco e Lugano; manca
nella lista la maggiore azienda ticinese, l'Amministrazione
cantonale. Peccato: forse avranno avuto una dritta da
Meteosvizzera che prevede pioggia per gran parte di giugno.
Ciò
malgrado, a tutti i partecipanti al concorso va
l'augurio di un mese splendido, piacevole e ricco di
soddisfazioni.
14 maggio 2008
L'esempio spagnolo - Il 29 maggio si svolgerà in Spagna il
secondo Congresso catalano sulla bicicletta. D'accordo: non è una
cosa particolarmente interessante; alcune idee però possono -
potrebbero - servire da esempio anche alle nostre latitudini. Non si
sa mai: io le elenco qui.
Manifesto del primo Congresso catalano sulla bicicletta:
Iniziative per un autentico progetto di mobilità sostenibile:
Qui il sito web ufficiale del Congresso
21 aprile 2008
Ii Ticino è rossoblu ... e verde - Partiti storici in dieta dimagrante
e Verdi in forte crescita: questo il verdetto delle recentissime elezioni comunali
ticinesi. Nella
giornata mondiale della Terra
che dovrebbe promuovere la sostenibilità e la cultura dell'ambiente, agli eletti,
oltre ai doverosi complimenti va l'auspicio che almeno loro sappiano fare qualcosa
per la qualità della vita, anche poco, il che sarebbe comunque molto piú di quanto
hanno fatto i loro predecessori.
14 aprile 2008
Treno e bici, un binomio ingannevole - Le FFS ripropongono l'offerta
primaverile del prezzo dimezzato per le biciclette trasportate sui treni (quelli
che lo consentono), e lo fanno con un annuncio dai toni entusiasti, che però contiene
un'informazione fasulla. Secondo l'annuncio il Ticino sarebbe attraversato
da una pista ciclabile, cosa che dovrebbe invogliare la gente a caricare la bici
sul treno e mettersi in rotta per il nostro cantone per poi lanciarsi su una pista
sicura e lontana dal pericolo delle automobili.
Sí, perché questo è una pista ciclabile: un tracciato separato fisicamente dalla
strada. Invece il Ticino è quasi del tutto privo di infrastrutture come questa,
e i due percorsi ciclabili nazionali sono interamente disegnati sulle strade (in
gran parte principali). Fa piacere sapere che le FFS si stanno pian piano avvicinando
a un concetto intelligente di mobilità dolce, ma se ciò avvenisse senza ingannare
la gente sarebbe ancora meglio.
Qui il testo della notizia (dal sito FFS/Tilo, 14.04.2008)
14 aprile 2008
Il Touring e i radar - Con un comunicato stampa il Touring club
svizzero se la prende con la decisione di piazzare postazioni radar sulle strade
ticinesi, e in particolare sui passaggi piú trafficati e pericolosi, ossia quelli
percorsi dal frontaliero. Secondo la visione del TCS tale scelta sarebbe voluta
per "danneggiare" proprio i frontalieri e al solo scopo di incassare una maggior
quantità di soldi.
Vorrei proporre all'attenzione del TCS le seguenti osservazioni:
Insomma, se l'Associazione dei consumatori difendesse gli interessi di chi produce
e vende i beni di consumo, io qualche domanda me la porrei. Di questo passo mi aspetto
nei prossimi tempi una presa di posizione contro quei fastidiosi pedoni che si ostinano
a voler attraversare le strade rallentando il flusso dei veicoli e mettendo in pericolo
l'incolumità degli automobilisti (o quanto meno l'integrità dei paraurti delle loro
vetture).
Qui il testo della
notizia (da Il Caffè del 13.04.2008)
13 marzo 2008
Milano dà spazio alle due ruote - Da alcuni mesi a questa parte
la città di Milano si sta riscoprendo un cuore verde: una rete di ben otto percorsi
ciclabili già in cantiere porterà i milanesi dalla periferia al centro e un nuovo
servizio di bike sharing consentirà a pendolari, turisti e cittadini di muoversi
da un capo all'altro della città evitando il caotico traffico del centro
e senza doversi portare da casa la propria bici.
Milano è qui a due passi: prendiamo esempio.
PS: fa riflettere il fatto che i costi
previsti sono inferiori alla cifra che il cantone Ticino ha stanziato per la sola
ciclabile della Valmaggia.
Qui il testo delle notizie (dal
sito web ufficiale del comune di Milano)
21 febbraio 2008
Notizie dalla strada - Aumentano le vittime della circolazione
in Svizzera nel 2007. E si rischia anche sulle strisce pedonali (+18%), a dimostrazione
che gli automobilisti hanno una gran fetta di responsabilità (alcool e velocità
sono le cause principali). A mitigare la serietà della notizia il fatto che nello
scorso anno i ciclisti morti per incidenti della circolazione sono stati 30, ossia
un calo del 14% rispetto all'anno precedente (35). A preoccupare è invece il forte
aumento di morti in Svizzera romanda e in Ticino: +20% contro il +1% della Svizzera
tedesca.
Dopo l'introduzione dello 0.5 per mille, l'aumento degli importi delle contravvenzioni
e le numerose campagne per una guida piú responsabile, sembra evidente che prevenzione
e repressione non bastano a ridurre incidenti e morti: la soluzione deve passare
anche attraverso una differente gestione del sistema stradale. Se ancora oggi l'obiettivo
ultimo di chi pianifica e gestisce il traffico è "arrivare prima", da domani si
potrebbe pensare a un obiettivo del tipo "arrivare vivi".
E i dati dell'Ufficio prevenzione incidenti dicono che se in Svizzera tedesca ci
si è già avviati in questa direzione, il Ticino è fermo al palo e ha lo sguardo
rivolto all'indietro. Lo stesso UPI invita a rafforzare le infrastrutture rivolte
agli utenti "deboli" della strada. Se gli automobilisti sono sempre piú distratti
si potrebbe pensare a una soluzione volta a togliere loro l'opportunità di causare
vittime (leggi: uccidere) puntando maggiormente su sistemi quali le
zone a 30 km/h all'interno degli abitati, cunette
nei pressi dei passaggi pedonali e aumentando gli spazi riservati a pedoni e
ciclisti togliendoli alle automobili.
17 febbraio 2008
Imprenditori su due ruote - Recupero un articolo d giornale
di qualche giorno fa che illustra il crescente interesse del mondo economico e
imprenditoriale per la bicicletta quale mezzo di trasporto ideale per recarsi al
lavoro. L'articolo è stato pubblicato sul Sole 24 ore il 27 gennaio scorso.
Qui il testo della notizia (da
Il Sole 24 ore del 27.01.2008)
13 febbraio 2008
Presto una rete di ciclopiste a Londra - La lotta all'inquinamento
passa anche dalle due ruote. Il sindaco di Londra annuncia che nei prossimi anni
la città si doterà di una rete di piste ciclabili, di aree preferenziali per le
due ruote e di un sistema di bike-sharing urbano. Si prevede di investire 500 milioni
di sterline per favorire gli spostamenti in bicicletta all'interno della città e
nelle aree circostanti, in particolare per collegare le destinazioni chiave (stazioni,
scuole, negozi in centro e in periferia).
Se è possibile fare questo in una metropoli ipertrofica come è Londra, allora si
può fare ovunque ...
Qui il testo della notizia (da
La Stampa del 13.02.2008)
12 dicembre 2007
Niente pista ciclabile a Castione - Respinto dal consiglio comunale
il credito di 42mila franchi per sistemare il tratto nei pressi del centro sportivo.
La situazione già pietosa delle piste ciclabili in Ticino marcia sul posto grazie
alla lungimiranza degli amministratori della cosa pubblica, che non vedono quale
interesse ci sia nel favorire la mobilità lenta (e ecologica). I ciclisti che vorranno
circolare fra Castione e Bellinzona (e ritorno) dovranno continuare a passare sulla
strada cantonale proprio all'altezza dello svincolo autortradale della A2 e della
A13. Un sentito grazie a chi di dovere. Neanche una parola sul
sito web ufficiale del comune.
14 novembre 2007
Bike sharing in Ticino - Il partito dei Verdi ticinesi
ha presentato una
mozione per sostenere l'introduzione del sistema del
bike sharing nelle città ticinesi. In pratica, si vorrebbe mettere a disposizione
dei cittadini un parco di biciclette da noleggiare per spostarsi nelle nostre città.
Iniziativa lodevole, se solo ci fossero strade cittadine percorribili in tutta sicurezza
su due ruote; invece oggi non esistono vie ciclabili riservate ai ciclisti e le
poche piste o corsie ciclabili si trovano fuori dalle città. In queste condizioni
chi mai sarebbe tanto incauto da decidere di spostarsi in bicicletta all'interno
della città? Cominciamo dall'inizio: sosteniamo la realizzazione di vie ciclabili
cittadine sicure per i ciclisti, il resto verrà da sé. Ne guadagneranno tutti: i
ciclisti che viaggeranno sicuri di non essere investiti, gli automobilisti che avranno
"meno concorrenza" e non saranno piú obbligati a viaggiare con quattro occhi spalancati,
i pedoni che non si troveranno i marciapiedi occupati dalle due ruote.